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Scritto da Administrator   
Mercoledì 23 Aprile 2008 15:11

Le parole per uscire dal lutto

La linea guida da adottare, in fondo, è semplice: la verità, sempre

Caro dottore,
giorni fa in un incidente stradale è morto mio cognato. La tragedia ci ha travolto tutti. Ora ci troviamo ad affrontare il trauma di suo figlio di quattro anni. Non gli abbiamo ancora detto nulla, ma sembra che qualcosa abbia capito: non chiede mai del papà, anche se prima stava spesso con lui; è diventato irrequieto e indisciplinato; ieri ha chiamato una zia "papà". Non sappiamo come comportarci, se dirgli subito dell'accaduto o aspettare che sia lui a far domande; né sappiamo come render meno traumatica la notizia, né come far superare al bambino l'insostituibile perdita del padre.
Gentile signora, mi dispiace per la tragedia che vi ha colpiti. La vita è fatta così: è a termine. E non sappiamo come e quando finirà per noi, né per i nostri cari, né per nessuno.
Mi chiede che fare per il bambino di quattro anni. Dirglielo o non dirglielo che papà è morto? La linea guida da adottare, in fondo, è semplice: la verità, sempre. In modo comprensibile per il bambino, bisogna assolutamente dirglielo. Quando? Subito. Prima lo si fa e meglio è. Tra l'altro, il bambino non è stupido: coglie che qualcosa di grosso è capitato; che tutti intorno sono colpiti da qualcosa di grave e doloroso. Se non gli si danno le informazioni necessarie, non può capire cosa sta accadendo. Né può orientarsi. Vivrà un'angoscia impossibile da gestire, perché senza forma in quanto privata di contenuto. Non sapendo, è costretto a fare ipotesi, lavorando di fantasia. È facile così che si senta lui colpevole per il dolore e l'angoscia dei grandi. E che cosa potrà pensare del fatto che papà, prima tanto presente, non si fa più vedere? Ce l'avrà con lui, magari perché è stato cattivo? L'avrà abbandonato perché non lo meritava? È andato da un altro bambino più bello, più bravo, più buono, in un'altra famiglia migliore? E così via, nelle varie ipotesi che, inevitabilmente, si trova costretto a fare, se non viene a sapere ciò che è accaduto e come è accaduto.
Se gli dite la verità, che papà è morto in un incidente stradale, lo aiutate a farsi un'idea dell'accaduto. Così potrà anche lui elaborare il lutto. Saranno preziosi i momenti di affettuosa intimità che saprete trovare fra voi nel ricordare il papà morto, compiangerlo, sentirne la mancanza, condividere dolore, rimpianto, rassegnazione, rabbia, senso di impotenza, disperazione, nostalgia...
Il bambino, se non gli parlate in modo del tutto esplicito, chiaro, comprensibile, si sentirà (e si troverà realmente!) solo, abbandonato nel suo smarrimento. Non lo si sostiene confondendolo, ma aiutandolo a orientarsi nella verità delle cose che lo riguardano. E questa riguarda, poveretto, anche lui. Per quanto piccolo, è attrezzato ad affrontare anche questa tragedia. Bisogna accompagnarlo nell'affrontare la sua verità. Non è possibile render meno traumatica la notizia. Se non gli dite la verità, lo danneggiate, rendendogli più difficile l'elaborazione del lutto. Se vi vede piangere e sa perché, può capire che è sano e giusto piangere per una perdita tanto grave e dolorosa: potrà anche lui piangere, aprendosi alla possibilità di essere consolato. Trovarvi in qualche momento a piangere sinceramente insieme può dare a tutti voi grande conforto.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 23 Aprile 2008 15:13