Home Aggressività
Aggressività PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 12 Aprile 2008 17:40

La rabbia è un segnale di avvertimento che è bene non trascurare perchè ci avvisa che qualcuno ci sta facendo del male e sta violando i nostri diritti e che i nostri bisogni o desideri non sono adeguatamente soddisfatti.

Ci fa capire che forse stiamo evitando di affrontare un’importante questione emotiva o che in una relazione, anche una relazione d’aiuto, stiamo compromettendo una parte troppo rilevante del nostro Io: le nostre convinzioni, i nostri valori, i nostri desideri e le nostre ambizioni.

È il segnale che stiamo dando e facendo più di quanto potremmo comodamente dare e fare e come il dolore fisico ci costringe a togliere la mano dalla stufa calda, il dolore della rabbia è protettivo e ci induce a dire “no” agli altri e “sì” al nostro Io.

Eppure invece di metterci in marcia senza sapere perché si fa la guerra ed impiegare le energie della rabbia nel tentativo di cambiare o controllare la persona che suscita la nostra rabbia potremmo impiegare la stessa energia per provare a chiarire i nostri pensieri, i nostri sentimenti, le nostre priorità, la nostra posizione e le nostre scelte personali e così non restare intrappolati in infiniti cicli di conflittualità e di colpevolizzazione.

È necessario quindi acquisire i mezzi per comunicare con gli altri in maniera calma e non accusatoria al fine di riuscire a farsi ascoltare davvero,  superando conflitti e differenze. È necessario inoltre affinare la nostra “abilità di risposta”, cioè la capacità di osservare noi stessi in rapporto con gli altri  e di rispondere ad una situazione prevedibile in un modo diverso.

Non è facile infatti uscire da una situazione di tacita sottomissione o di conflittualità ed asserire con calma e fermezza chi siamo, qual è la nostra posizione, che cosa vogliamo e che cosa accettiamo o non accettiamo.

Se però parliamo con maggiore chiarezza e franchezza anche le altre persone potrebbero diventare altrettanto chiare e franche riguardo ai loro pensieri  ed ai loro sentimenti o riguardo alla loro intenzione di cambiare/non cambiare.

A breve termine è più semplice perseverare nei modi vecchi e familiari, anche se abbiamo verificato che non sono efficaci. Invece non solo possiamo imparare a gestire la rabbia in modi nuovi, ma otterremo un Io più forte e con esso la possibilità di un “noi” più intimo e gratificante. [i]

 



[i] Lerner H. La danza della rabbia. Per imparare a trasformare la forza distruttrice della rabbia in energia vitale. Tea Pratica Ed. 2006; p. 206

Ultimo aggiornamento Sabato 12 Aprile 2008 17:50