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Malattie croniche PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 11 Aprile 2008 16:25

LE PATOLOGIE CRONICHE IN PEDIATRIA

Grazie ai progressi della pediatria e della chirurgia pediatrica un numero sempre maggiore di bambini (attualmente stimato intorno al 15-20%), tra i 0 e 18 anni di vita, sono affetti da una patologia cronica.

Per patologia cronica si intende uno stato di malattia che richiede almeno 6 mesi di cure mediche e comporta cambiamenti permanenti dello stile di vita e continui adattamenti comportamentali in base all’imprevedibile decorso della malattia.

Malattie croniche come l’asma, il diabete, l’anemia falciforme, la fibrosi cistica, le malattie infiammatorie croniche infatti non guariscono, ma necessitano di una gestione medica continuativa.

Altre malattie come il cancro invece, pur essendo acute nelle loro manifestazioni, rientrano tra le patologie croniche per gli effetti a distanza che li caratterizzano.

I bambini con malattie croniche devono affrontare frequenti ospedalizzazioni, procedure mediche dolorose, assunzione di medicine, assenze scolastiche e limitazioni delle attività a causa del regime terapeutico che li rende particolarmente vulnerabili con tutta una serie di sequele negative a breve e lungo termine dal punto di vista scolastico, comportamentale ed emotivo (per es. bassa autostima) e sociale (isolamento).

Mostrano spesso un comportamento più remissivo e tendono ad essere socialmente più riservati soprattutto se riluttanti ad informare i loro coetanei della loro malattia. Non soltanto devono sostenere le difficoltà correlate alla loro età, ma devono gestire anche la loro malattia ed il loro handicap che disegna la loro vita come un decorso ad ostacoli.[i]

Vivere con una malattia cronica significa infatti gestire numerosi eventi stressanti, correlati alla incertezza dell’evoluzione della malattia ed alla sua incontrollabilità, che limitano la libertà d’azione del bambino e della sua famiglia.

Le strategie che ciascuno utilizza per gestire eventi stressanti sono denominate coping e sono influenzate da fattori intrapersonali  (caratteristiche temperamentali o competenze del bambino) e fattori socio-culturali  (supporto sociale e familiare) e sono le più diverse.

Distrazione, autoincoraggiamento, ottimismo, illusione vengono utilizzate per affrontare procedure (prelievi o fleboclisi), regimi dietetici ed incertezze relative al decorso della malattia[ii].

È dimostrato che bambini che usano un range ristretto di strategie di coping  o usano prevalentemente strategie evitanti sono più disadattati rispetto a quelli che usano strategie attive finalizzate alla risoluzione dei problemi.

A questo proposito questi studi provano l’efficacia degli interventi psicosociali mirati a dare supporto emotivo (cancro), aumentare l’adattamento mediante le strategie di coping, fornire competenze nella gestione della malattia (asma, diabete) mediante il problem-solving o semplicemente mediante cambiamenti comportamentali (obesità, encopresi)[iii].

 



[i] Leblanc LA, Goldsmith T, Patel DR. Behavioral aspects of cronic illness in children and adolescent. Pediatr Clin N Am 2003; 50:859-78

[ii] Meijer SA, Sinnema G, Bijstra JO, Mellenbergh GJ, Wolters WHG. Coping styles and locus of control as predictors for psychological adjustment of adolescents with a chronic illness. Soc Sci Med 2002; 54: 1453-61

[iii] Barlow JH, Ellard DR. Psycho-educational interventions for children with chronic disease, parents and siblings: an overview of the research evidence based. Child Care Hlth Dev 2004; 30: 637-45